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Bonifiche ambientali, in arrivo il nuovo Collegato Ambientale

Bonifiche ambientali, con il nuovo Collegato Ambientale si va verso la semplificazione iter?

Il Ministero dell’Ambiente è al lavoro da gennaio per la stesura del Collegato Ambientale alle legge di Bilancio 2020, che dovrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri già a marzo prossimo e sarà uno dei pilastri del cosiddetto Green Deal italiano, assieme al dl Clima, alla legge Salva mare e la Nota di aggiornamento al DEF.
Il concetto di sviluppo sostenibile e la sua forte accezione ambientalista sono al centro dell’azione politica, perlomeno negli intendimenti, già dal primo Collegato Ambientale, entrato in vigore con la Legge di stabilità 2016. Purtroppo, però, le aree di intervento sono molteplici e a rendere più complessa la sfida intervengono la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e sismico, la depurazione, gli impianti a sostegno dell’economia circolare, nonché il grande e antico tema delle bonifiche.

L’Italia ha ancora molto da fare per i risanamenti ambientali dei siti contaminati sparsi sul territorio nazionale che, ad oggi, ammontano a ben 12.482, di cui 58 sono siti di interesse nazionale, ovvero ad elevato rischio sanitario. A tal proposito, l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, che ha effettuato questo censimento, certifica un dato davvero allarmante: da Nord a Sud oltre 6 milioni di cittadini italiani vive vicino a siti ad elevato rischio ambientale, ma buona parte delle bonifiche è mestamente ferma. Tra appalti non cantierati, in parte o in toto, dalle Alpi alla Sicilia siamo molto lontani dal vedere la fine dei tunnel, nonostante gli oltre 3 miliardi di euro stanziati dal 1998 ad oggi

Bonifiche, on. Roberto Morassut
Credit photo: Pagina Facebook on. Morassut

 

Bonifiche, la posizione del Ministero dell’Ambiente

A detta del sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut, intervenuto al convegno SiCon2020 “Siti contaminati, Esperienze negli interventi di risanamento”, organizzato dalla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università Sapienza di Roma, il governo in carica si propone di modificare il Titolo V del T.U. Ambientale, dove si è dimostrato maggiormente inefficace. La volontà è quella di introdurre una task force dedicata alle bonifiche insediata presso il ministero che, negli intenti, dovrebbe praticare un coordinamento più efficace dei vari attori che partecipano al processo di bonifica, ridefinendo i parametri dell’analisi del rischio, uniformando la modulistica necessaria per la presentazione dei progetti di bonifica, definendo un più preciso ruolo del ministero dell’Ambiente e i suoi rapporti con il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente, rafforzando il ruolo tecnico dell’Ispra.

Una catena di comando più definita che, si spera, possa accelerare le tempistiche, semplificando gli iter burocratici e autorizzativi.