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Sersys servizi ambientali

L’intervento di Marco Steardo in Commissione Attività Produttive della Camera

L’amministratore Delegato Marco Steardo è stato ascoltato nel corso di un’audizione alla Camera, in qualità di Vicepresidente di FISE Assoambiente e Presidente Sezione Rifiuti Speciali, Intermediazione e Bonifiche. La X Commissione (Attività produttive) del Parlamento sta infatti portando avanti un’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia Energetica Nazionale al Piano Nazionale Energia e Clima per il 2030.

L’intervento di Steardo si è concentrato su come una corretta gestione dei rifiuti possa dare un contributo rilevante alla decarbonizzazione del nostro Paese, sottolineando come il raggiungimento degli obiettivi posti dal Piano possa passare attraverso l’utilizzo dei rifiuti come fonte energetica.

Sicuramente il riciclo, la cui quota è prevista in aumento, rappresenta un primo elemento positivo in quanto determina un risparmio di risorse materiali e energetiche. Anche i rifiuti non riciclabili che inevitabilmente rimangono come quota residuale dalle attività di riciclo, possono essere determinanti nella riduzione del consumo di combustibili fossili e quindi dell’effetto serra.

Nello scenario delineato da Steardo, infatti, nel 2035 si avranno a disposizione circa 8 milioni di tonnellate annue di frazione organica che, se impiegata per la produzione di biometano, potrebbe coprire circa l’1% della domanda di gas naturale in Italia. Allo stesso modo la frazione non riciclabile dei rifiuti urbani e speciali e gli scarti delle attività di riciclo potrebbero ammontare, sempre nel 2035, a 10 milioni di tonnellate annue. La termovalorizzazione di questi rifiuti (che comporterebbe un raddoppio della capacità degli impianti) potrebbe produrre circa 8 TeraWatt ora ossia il 2% della domanda energetica nazionale.

Steardo ha concluso il suo intervento sottolineando che per far sì che questo si realizzi è necessario che siano definiti iter autorizzativi chiari per nuovi impianti di produzione di biometano e per mettere gli impianti termovalorizzazione esistenti in condizione di funzionare al meglio delle capacità, piuttosto che tenerli al di sotto della piena potenza e mandare i rifiuti all’estero perché il recupero energetico di rifiuti urbani in alternativa allo smaltimento in discarica evita emissioni (1 ton rifiuti = risparmio di 500 kg CO2).

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