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“Pacchetto economia circolare”, via libera al recepimento

Il Consiglio dei Ministri ha approvato negli scorsi giorni, in esame preliminare, i quattro decreti legislativi di attuazione delle direttive europee su rifiuti che fanno parte del cosiddetto “Pacchetto economia circolare”, adottato dall’Unione europea a luglio del 2018 con l’obiettivo di portare il riciclo dei rifiuti urbani al 55% entro il 2025, al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. In parallelo, si prevede la diminuzione dell’uso delle discariche, che entro il 2035 dovrà riguardare meno del 10% dei rifiuti gestiti.

Di seguito si analizzano le principali novità contenute, decreto per decreto, nei provvedimenti di recepimento del Pacchetto economia circolare.
Il primo provvedimento attua gli articoli 2 e 3 della direttiva 2018/849, relativi ai rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). La principale novità riguarda l’obbligo di inviare ogni anno, invece che ogni tre, la relazione di settore da parte degli Stati membri alla Commissione. La relazione dovrà contenere stime circostanziate sulle quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato e dei relativi rifiuti raccolti separatamente ed esportati, nonché informazioni relative alla raccolta e al riciclo dei rifiuti di pile e di accumulatori elaborate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

L’articolo 1 della stessa direttiva è invece attuato da un secondo decreto, che riguarda specificamente i rifiuti derivanti dai veicoli fuori uso. Gli obiettivi sono prevenire e ridurre la produzione di rifiuti da veicoli fuori uso, garantendone reimpiego e riciclaggio e assicurare una più efficiente operatività di tutti i soggetti economici coinvolti nel ciclo di utilizzo e di trattamento degli stessi veicoli. A tal fine il decreto coordina le disposizioni nazionali con quelle della direttiva, con particolare riferimento allo schema di responsabilità estesa del produttore e individua forme di promozione e di semplificazione per il riutilizzo delle parti dei veicoli fuori uso utilizzabili come ricambio.

Il terzo decreto attua la direttiva 2018/850 relativa alle discariche. Il provvedimento introduce una nuova disciplina organica in materia di conferimento di rifiuti in discarica, prevedendo la progressiva riduzione del conferimento, fino a raggiungere volumi non superiori al 10% nel 2035. Vengono poi introdotti nuovi metodi di calcolo per misurare il raggiungimento degli obiettivi, nonché il divieto di collocare in discarica rifiuti provenienti da raccolta differenziata e destinati al riciclo o alla preparazione per il riutilizzo, o comunque (a partire dal 2030) idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo.

Infine, il quarto decreto recepisce le direttive 2018/851 e 2018/852 su rifiuti e imballaggi. Il provvedimento riforma il sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR), ne individua e circoscrive specificamente responsabilità, compiti e ruoli; vengono semplificate le procedure per l’istituzione di nuovi sistemi di EPR e si lascia spazio alla concorrenza tra i diversi operatori; si assoggetta, inoltre, al regime di responsabilità estesa del produttore qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti, adottando misure tese a incoraggiare la progettazione di prodotti volta a ridurre la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale. Il decreto stabilisce, inoltre, che i produttori corrispondano un contributo finanziario che consenta di coprire i costi della raccolta differenziata. Si prevede che venga incentivato il riciclo dei rifiuti organici, rispetto ad altre modalità di gestione di questi rifiuti.

Infine, si stabiliscono le sanzioni amministrative pecuniarie applicabili per il mancato rispetto delle norme introdotte, con particolare riferimento all’iscrizione al Registro nazionale dei produttori e alla mancata o incompleta trasmissione dei dati informativi.