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Sersys servizi ambientali

Presentato a Roma il report Assoambiente che delinea una strategia nazionale dei rifiuti

Oltre 200 persone sono intervenute il 18 aprile a Roma all’evento di presentazione del Report 2019 “Per una strategia nazionale dei rifiuti” pubblicato da Fise Assoambiente. Gli esperti, provenienti dal mondo istituzionale, industriale e ambientalista si sono confrontati in tre tavole rotonde cercando di delineare gli scenari futuri della gestione dei rifiuti in Italia. Il punto di partenza sono le direttive del cosiddetto Pacchetto Economia Circolare, varato recentemente dall’Unione Europea. Entro il 2035 gli obiettivi da raggiungere sono ambiziosi: 65% di riciclo effettivo (pari a una raccolta differenziata del 75-80%) e riduzione della quota di smaltimento in discarica sotto il 10% dei rifiuti prodotti. Il Report sottolinea come l’Italia, per raggiungere questi risultati,  dovrà fare leva su un settore industriale già attivo e maturo (che ha un giro d’affari di circa 28 miliardi di euro), ma che dovrà investire circa 10 miliardi di euro. Lo scopo è quello di realizzare impianti lungo tutta la filiera e per tutte le frazioni in modo da limitare l’export di rifiuti e far diminuire i prezzi: Impianti di riciclo, di digestione anaerobica della frazione organica per la produzione di biometano, di termovalorizzazione per il recupero energetico dei rifiuti residuali. Infine le discariche per ceneri e altri rifiuti non valorizzabili in altro modo dovranno essere moderne e sostenibili (tenendo conto che quelle attuali stanno esaurendo la loro capacità).

L’AD di Sersys Ambiente, Marco Steardo, intervenuto all’evento ha sottolineato che “una strategia coerente è fondamentale per il nostro paese. L’Italia già oggi ha una gestione accorta dei rifiuti e delle risorse che ne possono derivare. In Europa siamo tra quelli che producono meno rifiuti pro capite e allo stesso tempo le nostre imprese hanno un approccio efficiente nell’uso delle materie prime. Basti pensare che per ogni kg di materia prima utilizzata le nostre aziende producono un valore di 3,34 euro di PIL contro una media europea di 2,2 euro. Questo dato in Italia cresce più che nel resto d’Europa ed è merito anche del recupero di materie prime seconde dai rifiuti che in Italia utilizziamo per il 17% delle produzioni rispetto all’11% degli altri Paesi. Questo racconta un paese virtuoso – conclude Steardo – ma in cui c’è ancora tanto da fare visto che ogni anno dobbiamo gestire, nel modo più sostenibile possibile, 165 milioni di tonnellate di Rifiuti. Una quantità pari a l’acqua che il Po scarica in mare ogni giorno è che riempirebbe 40.000 piscine olimpioniche”.