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Sersys servizi ambientali

Smaltimento dei DPI: le linee guida di ISPRA

 

LE LINEE GUIDA ISPRA PER LO SMALTIMENTO DEI DPI

La corretta gestione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) dismessi dopo l’uso è un elemento fondamentale per limitare la possibile trasmissione dell’infezione. Mettere in atto ogni cautela nella gestione di rifiuti potenzialmente infetti non è solo un’azione di responsabilità sociale delle imprese ma è anche un preciso obbligo di legge.
Sul conferimento e la gestione di questi rifiuti, così come di tutti i rifiuti prodotti in ambienti con soggetti positivi al COVID-19 o sottoposti a quarantena, si era già espresso il Ministero dell’Ambiente con una circolare emanata lo scorso 31 marzo, che riprendeva le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

Come smaltirli correttamente è stato probabilmente tra i quesiti più dibattuti degli ultimi due mesi. Il 16 maggio, alle porte dell’inizio della piena fase 2 con la riapertura di quasi tutte le attività commerciali e produttive, l’ISPRA ha pubblicato le indicazioni per la classificazione, la corretta gestione e lo smaltimento dei DPI usati, ovvero di guanti e mascherine. Tra i dispositivi personali di protezione non rientrano le mascherine chirurgiche sprovviste di filtri, ma la fase di emergenza che stiamo attraversando deroga a questa norma e accomuna questo tipo di mascherine a tutti gli altri, per il potenziale rischio di contagio che le caratterizza.

Importante per prima cosa sottolineare che ISPRA evidenzia, quale criterio di individuazione del codice relativo ai rifiuti costituiti da DPI usati, quello della funzione del prodotto, in quanto questa tipologia di rifiuto non si può ascrivere ad uno specifico settore produttivo ma può, indifferentemente, essere generato nell’ambito di un qualunque settore economico.

Per quanto riguarda le utenze commerciali e produttive assimilate alle utenze domestiche, “si farà riferimento ai criteri di conferimento e raccolta dei rifiuti urbani, tenendo conto delle indicazioni fornite dall’ISS e dallo SNPA, nonché delle specifiche disposizioni individuate dall’autorità territorialmente competente”.

Per le utenze commerciali e produttive non assimilate alle utenze domestiche, le indicazioni ISPRA specificano che “l’assegnazione del codice EER più̀ opportuno dovrà̀ essere effettuata dal produttore valutando la potenzialità̀ del rischio infettivo associato ai propri rifiuti. Solo ove sia possibile, escludere, con ragionevole certezza, sulla base delle informazioni e delle evidenze disponibili il potenziale rischio infettivo, sarà̀ possibile procedere alla identificazione del rifiuto attraverso il codice EER 15 02 03”.

La classificazione del rifiuto resta comunque in capo al produttore, che è tenuto ad individuare il codice corrispondente nell’elenco europeo dei rifiuti e valutarne la pericolosità o meno.
Tuttavia, “solo ove sia possibile, escludere, con ragionevole certezza, sulla base delle informazioni e delle evidenze disponibili il potenziale rischio infettivo, sarà possibile procedere alla identificazione del rifiuto attraverso il codice EER 15 02 03”.

ISPRA fornisce anche alcuni elementi di valutazione finalizzati all’esclusione del potenziale rischio infettivo:
● dal monitoraggio dei casi di positività al virus dei lavoratori dell’unità locale dell’impresa negli ultimi 15 giorni;
● dall’utilizzo di sistemi di sterilizzazione dei rifiuti;
● dalla possibilità di sviluppare, qualora effettivamente applicabili, procedure di quarantena interna dei rifiuti presso il luogo di produzione per un periodo di tempo adeguato da valutare in accordo con l’ISS, al fine di garantire l’effettivo abbattimento della carica virale. Alcuni riferimenti bibliografici sembrano indicare che questa possa essere un’opzione attuabile.

Per la classificazione dei rifiuti di DPI prodotti dalle strutture sanitarie si fa riferimento a quanto previsto dal DPR 254/2003 e dalle Circolari del Ministero della Salute.

Si complica dunque la gestione dei rifiuti per le attività produttive che, spesso non hanno le competenze interne necessarie per affrontare e gestire al meglio le tematiche ambientali.

Sersys Ambiente è a servizio delle imprese, i nostri professionisti sono a disposizione per consulenze, studi e progettazioni anche per affrontare al meglio questa nuova criticità organizzativa.

 

*Per scaricare le linee guida ISPRA: https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/rapporto-ispra-dpi-usati.pdf