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Transizione 4.0, per una politica industriale più inclusiva e sostenibile

Transizione 4.0, per una politica industriale più inclusiva e sostenibile

La trasformazione digitale delle imprese italiane si trovava di fronte ad una svolta già qualche mese addietro quando fu approvata la Legge di Bilancio 2020 e con essa l’impiego di 7 miliardi di euro destinati al piano di sviluppo economico Transizione 4.0.

Nel mentre, l’epidemia che stiamo vivendo ha catapultato con maggiore urgenza il settore industriale e imprenditoriale nell’era imprescindibile della digitalizzazione. Per vivere, sopravvivere e soprattutto riuscire ad essere competitive, anche in contesti emergenziali, durante i quali è indispensabile aumentare i livelli di sicurezza.

Transizione 4.0 - Sersys Ambiente

Il Piano Industria 4.0, con la Legge di Bilancio 2020, è diventato il piano Transizione 4.0.

Ogni svolta di questa portata necessita di un sostegno economico e di una strategia ben strutturata e questo pacchetto, votato a politiche industriali più inclusive e alla sostenibilità, prevede tre azioni principali a sostegno della digitalizzazione:
1) il credito d’imposta per l’investimento in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi;
2) il credito d’imposta per attività di ricerca, sviluppo e innovazione, per sostenere la competitività imprenditoriale, nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale;
3) il credito d’imposta formazione 4.0 per stimolare le imprese nella formazione del personale sulle materie connesse alle nuove tecnologie adottate o da adottare da parte delle imprese che compiono la transizione.

Come brevemente illustrato nel secondo punto, per quanto concerne prettamente il settore della green economy, il nuovo piano industriale prevede interventi agevolativi per un ammontare di 140 milioni di euro in favore di progetti di sviluppo e ricerca inerenti alle tematiche dell’economia circolare e della riconversione produttiva.

Chi può accedere a questi crediti d’imposta?

Il Piano 2020/2022 è per la prima volta rivolto a tutti, dalle grandi alle microimprese, passando per le PMI, ovviamente in percentuali differenti. Lo Stato ha quindi posto una base concreta per incentivare le imprese ad evolversi e imporsi sul mercato in modo innovativo, sostenibile e al passo con i tempi, tempi che la tecnologia ha reso molto veloci.
Per maggiori informazioni rimandiamo alla news del Ministero dello sviluppo economico.